giovedì 5 novembre 2009
giovedì 17 settembre 2009
rimpasto si rimpasto no i dubbi di Gravagnuolo

Rimpasto si rimpasto no i dubbi di Gravagnuolo
L’altra sera ho avuto modo di ascoltare l’intervista che Gravagnuolo ha rilasciato a Telecolore nella quale ha sorprendentemente annunciato che le sue dichiarazioni rilasciate sull’etere mediatico di You tube sono state fraintese.
Insomma il tanto annunciato e sbandierato rimpasto non si farà.
Il buon Gravagnuolo ha fatto precipitosamente marcia indietro.
Prima bacchetta i suoi assessori via etere e poi subito dopo ritratta le sue chiarissime dichiarazioni quasi come migliore pentito non potrebbe fare.
Insomma la bufala mediatica l’ha lui stesso costruita e lui stesso smontata.
Il buon Gravagnuolo voleva tentare di calmare i tanti che a torto o a ragione aspiravano ad un posto al sole, o più semplicemente, resosi conto di essere ormai vicino al redde rationem del 2011, voleva tentare di rimanere saldo al comando buttando a mare quanti avevano l’ardire di non reggere il suo passo o di non condividere a pieno la sua condotta.
Ha dovuto però forse fare i conti con i partiti politici e le fibrillazioni sempre più insistenti della sua vacillante maggioranza e quindi forzatamente ha innestato precipitosamente la retromarcia.
Una sorta di sconfitta annunciata in città la sua visto che da giorni ormai si vociferava con assoluta convinzione che l’annunciato rimpasto sarebbe stato per lui l’inizio della fine.
Evidentemente non c’è la fatta ad andare fino in fondo, consapevole che ciò avrebbe comportato il temuto sfascio del suo gruppo e del suo progetto politico.
Va dove ti porta il cuore ………..recitava un famoso best seller, ma Gravagnuolo in questo caso ha dovuto suo malgrado far prevalere la ragione politica alla sua voglia di cambiare per dare un’accelerata alla sua tanto agognata città di qualità.
L’altra sera ho anche intravisto il Sindaco in pena notte con indosso un giubbotto della polizia locale, tutto intento ad osservare le operazioni su Corso Principe Amedeo per la posa delle travi per la copertura del sottovia e non nascondo il senso di tenerezza che mi ha lasciato questa immagine.
In fondo a modo suo anche lui, come me, vuole fortissimamente una città più bella, più vivibile.
Ma gli errori sono stati tanti e forse non si può più tornare indietro.
Eppure gli è stata data più volte la possibilità di costruire un fronte comune su alcune importanti tematiche cittadine ma lui ha buttato a mare tale possibilità quindi che dire ……………. Anche se è vero che in politica si dice mai dire mai …………..
Camillo Benso Conte di Cavour
L’altra sera ho avuto modo di ascoltare l’intervista che Gravagnuolo ha rilasciato a Telecolore nella quale ha sorprendentemente annunciato che le sue dichiarazioni rilasciate sull’etere mediatico di You tube sono state fraintese.
Insomma il tanto annunciato e sbandierato rimpasto non si farà.
Il buon Gravagnuolo ha fatto precipitosamente marcia indietro.
Prima bacchetta i suoi assessori via etere e poi subito dopo ritratta le sue chiarissime dichiarazioni quasi come migliore pentito non potrebbe fare.
Insomma la bufala mediatica l’ha lui stesso costruita e lui stesso smontata.
Il buon Gravagnuolo voleva tentare di calmare i tanti che a torto o a ragione aspiravano ad un posto al sole, o più semplicemente, resosi conto di essere ormai vicino al redde rationem del 2011, voleva tentare di rimanere saldo al comando buttando a mare quanti avevano l’ardire di non reggere il suo passo o di non condividere a pieno la sua condotta.
Ha dovuto però forse fare i conti con i partiti politici e le fibrillazioni sempre più insistenti della sua vacillante maggioranza e quindi forzatamente ha innestato precipitosamente la retromarcia.
Una sorta di sconfitta annunciata in città la sua visto che da giorni ormai si vociferava con assoluta convinzione che l’annunciato rimpasto sarebbe stato per lui l’inizio della fine.
Evidentemente non c’è la fatta ad andare fino in fondo, consapevole che ciò avrebbe comportato il temuto sfascio del suo gruppo e del suo progetto politico.
Va dove ti porta il cuore ………..recitava un famoso best seller, ma Gravagnuolo in questo caso ha dovuto suo malgrado far prevalere la ragione politica alla sua voglia di cambiare per dare un’accelerata alla sua tanto agognata città di qualità.
L’altra sera ho anche intravisto il Sindaco in pena notte con indosso un giubbotto della polizia locale, tutto intento ad osservare le operazioni su Corso Principe Amedeo per la posa delle travi per la copertura del sottovia e non nascondo il senso di tenerezza che mi ha lasciato questa immagine.
In fondo a modo suo anche lui, come me, vuole fortissimamente una città più bella, più vivibile.
Ma gli errori sono stati tanti e forse non si può più tornare indietro.
Eppure gli è stata data più volte la possibilità di costruire un fronte comune su alcune importanti tematiche cittadine ma lui ha buttato a mare tale possibilità quindi che dire ……………. Anche se è vero che in politica si dice mai dire mai …………..
Camillo Benso Conte di Cavour
martedì 8 settembre 2009
per chi suonerà la campana?

Per chi suonerà la campana ?
E di questi giorni la notizia dello svolgimento di una riunione dell’Amministrazione Gravagnuolo nella sua totalità Giunta Consiglieri e Staff.
Bocche cucite ovviamente sui contenuti del riservatissimo ed ennesimo conclave ma qualche spiffero sotto i portici pure lo si è raccolto.
“ Mala tempora currunt “ per i solerti assessori della Giunta Gravagnuolo.
Occorre dare la scossa al famoso programma della città di qualità e quindi bisogna tentarle tutte.
Il 2011 è la data storica e quindi bisogna far sì che sia il Sindaco Gravagnuolo a raccogliere i frutti del Millennio.
Del resto come da lui stesso affermato se di padri del Millennio ce ne sono a iosa ( ex plurimis Cirielli, Iannuzzi, Bondi e Carfagna) , come dice la canzone di mamma c’è ne una sola e senza dubbio la mamma del Millennio ha un preciso nome e cognome Lugi Gravagnuolo.
Del resto questo è il pensiero convinto del sindaco Gravagnuolo e per quieto vivere mi voglio attenere ai suoi voleri, sperando per lui che non siano gli ultimi, ovviamente politicamente parlando chiaramente.
Al grido quindi di viva il Millennio i suoi peones hanno richiesto a gran voce un cambio di nomi e di passo per l’Amministrazione Gravagnuolo.
Per chi suonerà la campana?
Quali saranno gli assessori che cadranno sacrificati al supremo interesse della Cava del Millennio di Gravagnuolo?
Dopo Senatore, Cioffi, e il comandante Meluso chi sarà il fortunato che porrà fine alla sua esperienza amministrativa ?
E attenzione amici miei chi si accinge alla tanto agognata sostituzione deve temere ulteriormente per la propria carriera assessoriale.
E’ di questi giorni la notizia infatti che il Consiglio di Stato sez V con l’ordinanza del 27 Agosto 2009 n 4378 ha stabilito che la revoca degli assessori costituisce un atto sindacale connotato dalla più ampia discrezionalità di carattere politico amministrativo e non abbisogna di una particolare motivazione.
Quindi un nuovo e autorevole alleato per Gravagnuolo che lo agevolerà nel compito di porre in essere la cacciata degli assessori bocciati.
Si salvi chi può quindi !
In virtù di questa novella giurisprudenziale non so se sono più fortunati gli assessori uscenti o quelli che si apprestano ad entrare . Questi ultimi infatti se da Consiglieri comunali quali attualmente sono hanno un qualche potere di pressione sull’operato della Giunta Gravagnuolo e sul Sindaco stesso si trasformeranno in assessori ma dal fragile ed incerto destino .
Quindi un consiglio a chi vuole subentrare “ meditate gente meditate “ .
Camillo Benso Conte di Cavour
E di questi giorni la notizia dello svolgimento di una riunione dell’Amministrazione Gravagnuolo nella sua totalità Giunta Consiglieri e Staff.
Bocche cucite ovviamente sui contenuti del riservatissimo ed ennesimo conclave ma qualche spiffero sotto i portici pure lo si è raccolto.
“ Mala tempora currunt “ per i solerti assessori della Giunta Gravagnuolo.
Occorre dare la scossa al famoso programma della città di qualità e quindi bisogna tentarle tutte.
Il 2011 è la data storica e quindi bisogna far sì che sia il Sindaco Gravagnuolo a raccogliere i frutti del Millennio.
Del resto come da lui stesso affermato se di padri del Millennio ce ne sono a iosa ( ex plurimis Cirielli, Iannuzzi, Bondi e Carfagna) , come dice la canzone di mamma c’è ne una sola e senza dubbio la mamma del Millennio ha un preciso nome e cognome Lugi Gravagnuolo.
Del resto questo è il pensiero convinto del sindaco Gravagnuolo e per quieto vivere mi voglio attenere ai suoi voleri, sperando per lui che non siano gli ultimi, ovviamente politicamente parlando chiaramente.
Al grido quindi di viva il Millennio i suoi peones hanno richiesto a gran voce un cambio di nomi e di passo per l’Amministrazione Gravagnuolo.
Per chi suonerà la campana?
Quali saranno gli assessori che cadranno sacrificati al supremo interesse della Cava del Millennio di Gravagnuolo?
Dopo Senatore, Cioffi, e il comandante Meluso chi sarà il fortunato che porrà fine alla sua esperienza amministrativa ?
E attenzione amici miei chi si accinge alla tanto agognata sostituzione deve temere ulteriormente per la propria carriera assessoriale.
E’ di questi giorni la notizia infatti che il Consiglio di Stato sez V con l’ordinanza del 27 Agosto 2009 n 4378 ha stabilito che la revoca degli assessori costituisce un atto sindacale connotato dalla più ampia discrezionalità di carattere politico amministrativo e non abbisogna di una particolare motivazione.
Quindi un nuovo e autorevole alleato per Gravagnuolo che lo agevolerà nel compito di porre in essere la cacciata degli assessori bocciati.
Si salvi chi può quindi !
In virtù di questa novella giurisprudenziale non so se sono più fortunati gli assessori uscenti o quelli che si apprestano ad entrare . Questi ultimi infatti se da Consiglieri comunali quali attualmente sono hanno un qualche potere di pressione sull’operato della Giunta Gravagnuolo e sul Sindaco stesso si trasformeranno in assessori ma dal fragile ed incerto destino .
Quindi un consiglio a chi vuole subentrare “ meditate gente meditate “ .
Camillo Benso Conte di Cavour
giovedì 27 agosto 2009
RONDE SI RONDE NO L'OPINIONE DEL CONTE

Sono appena ritornato dalle meritate ferie,volevo quindi attendere ancora qualche giorno, prima di scrivere il primo pezzo del dopo vacanze ma non posso esimermi da esprimere la mia opinione sulla vicenda Ronde che in questi ultimi giorni di una calda estate sembra essere uno dei pochi spunti per meritare una riflessione in questo periodo di calma piatta politicamente parlando.
Mi dicono che il Consigliere Provinciale Luigi Napoli, ( ora anche presidente di commissione provinciale, a cui vanno i miei auguri per il nuovo e prestigioso incarico) , voglia portare all’attenzione del Consiglio Comunale di Cava de’ Tirreni la discussione sull’eventuale introduzione di tale problematica.
Ora è bene preventivamente evidenziare quelle che dovrebbero essere le caratteristiche che “ gli osservatori volontari “ dovranno seguire per far parte delle ronde, secondo il regolamento attuativo della legge sulla sicurezza che il Ministero dell’Interno sta mettendo a punto in questi giorni.
Gli osservatori volontari potranno vigilare in nuclei massimi di tre persone, senza mezzi motorizzati, né armi né oggetti contundenti.
Dovranno avere un’età minima di 25 anni, una buona salute fisica e mentale, nessuna dipendenza da alcol o droghe , né denunce né condanne.
Indosseranno una casacca di colore giallo fluorescente.
Devono segnalare alle autorità preposte eventi che possano arrecare danno alla sicurezza o situazioni di disagio. Tra le finalità specificamente previste quindi la solidarietà sociale.
L’albo delle associazioni sarà istituito in ogni prefettura.
A organizzare i corsi di formazione e aggiornamento saranno i Sindaci.
L’iscrizione all’albo è decisa dal prefetto.
Rispetto a detta vicenda quella delle ronde io concordo con chi come Stefano Zecchi evidenzia che il vero problema è quello di una scrupolosa selezione del personale che vestirà i panni delle ronde . Per dirla tutta e con estrema franchezza una testa calda è meglio che stia a casa.
Una volta poi che si è selezionato con scrupolo coloro che faranno parte della squadra il vantaggio non sarà tanto quello di infoltire il numero dei controllori della vita notturna della città, ma quello di generare una presa di coscienza, dell’assunzione della responsabilità.
Il fatto di affidare infatti ad un gruppo di selezionati volontari il compito di valutare la correttezza dei propri concittadini, di intervenire quando le circostanze lo richiedano, di segnalare alle forze dell’ordine le emergenze, significa inserire queste persone in un circolo virtuoso che è l’assunzione di responsabilità attraverso un’esperienza concreta, fatta in prima persona.
Si insomma alla concreta crescita di una cosciente responsabilità civica no ai guerrieri della notte.
Non sarei quindi tra quelli che a priori rifuggono tale esperimento ma anzi lo incentiverei con un giusto e adeguato e preventivo controllo su quelli che ne dovrebbero essere i principali attori “ gli osservatori volontari “ .
Un’esperienza da provare anche al Comune di Cava de’ Tirreni quindi e da non vivere come un’offesa all’attuale amministrazione Gravagnuolo.
Con la crescita di una maggiore responsabilità civica potrebbe trovare nuova linfa anche la città di qualità tanto reclamizzata da Gravagnuolo.
Camillo Benso Conte di Cavour
Mi dicono che il Consigliere Provinciale Luigi Napoli, ( ora anche presidente di commissione provinciale, a cui vanno i miei auguri per il nuovo e prestigioso incarico) , voglia portare all’attenzione del Consiglio Comunale di Cava de’ Tirreni la discussione sull’eventuale introduzione di tale problematica.
Ora è bene preventivamente evidenziare quelle che dovrebbero essere le caratteristiche che “ gli osservatori volontari “ dovranno seguire per far parte delle ronde, secondo il regolamento attuativo della legge sulla sicurezza che il Ministero dell’Interno sta mettendo a punto in questi giorni.
Gli osservatori volontari potranno vigilare in nuclei massimi di tre persone, senza mezzi motorizzati, né armi né oggetti contundenti.
Dovranno avere un’età minima di 25 anni, una buona salute fisica e mentale, nessuna dipendenza da alcol o droghe , né denunce né condanne.
Indosseranno una casacca di colore giallo fluorescente.
Devono segnalare alle autorità preposte eventi che possano arrecare danno alla sicurezza o situazioni di disagio. Tra le finalità specificamente previste quindi la solidarietà sociale.
L’albo delle associazioni sarà istituito in ogni prefettura.
A organizzare i corsi di formazione e aggiornamento saranno i Sindaci.
L’iscrizione all’albo è decisa dal prefetto.
Rispetto a detta vicenda quella delle ronde io concordo con chi come Stefano Zecchi evidenzia che il vero problema è quello di una scrupolosa selezione del personale che vestirà i panni delle ronde . Per dirla tutta e con estrema franchezza una testa calda è meglio che stia a casa.
Una volta poi che si è selezionato con scrupolo coloro che faranno parte della squadra il vantaggio non sarà tanto quello di infoltire il numero dei controllori della vita notturna della città, ma quello di generare una presa di coscienza, dell’assunzione della responsabilità.
Il fatto di affidare infatti ad un gruppo di selezionati volontari il compito di valutare la correttezza dei propri concittadini, di intervenire quando le circostanze lo richiedano, di segnalare alle forze dell’ordine le emergenze, significa inserire queste persone in un circolo virtuoso che è l’assunzione di responsabilità attraverso un’esperienza concreta, fatta in prima persona.
Si insomma alla concreta crescita di una cosciente responsabilità civica no ai guerrieri della notte.
Non sarei quindi tra quelli che a priori rifuggono tale esperimento ma anzi lo incentiverei con un giusto e adeguato e preventivo controllo su quelli che ne dovrebbero essere i principali attori “ gli osservatori volontari “ .
Un’esperienza da provare anche al Comune di Cava de’ Tirreni quindi e da non vivere come un’offesa all’attuale amministrazione Gravagnuolo.
Con la crescita di una maggiore responsabilità civica potrebbe trovare nuova linfa anche la città di qualità tanto reclamizzata da Gravagnuolo.
Camillo Benso Conte di Cavour
mercoledì 22 luglio 2009
la vera storia di Laplace

LA VERA STORIA DI PIERRE SIMON LAPLACE
La carriera Politica di Pierre Simon Laplace tratto da Wikipedia
"La capacità e la rapidità con cui Laplace riusciva a cambiare opinione politica era sorprendente. Quando il potere di Napoleone aumentò, Laplace abbandonò i suoi principi repubblicani (che avevano fedelmente riflesso le opinioni del partito al potere) ed implorò il primo console di dargli il posto di ministro degli interni. Napoleone, che desiderava il supporto di uomini di scienza, accettò la proposta, ma in poco meno di sei settimane la carriera politica di Laplace vide la fine. La comunicazione di Napoleone alle sue dimissioni fu la seguente: Geometra di prima categoria, Laplace non ha tardato a dimostrarsi un amministratore più che mediocre; dal suo primo lavoro noi abbiamo subito compreso che ci eravamo sbagliati. Laplace non coglieva alcuna questione sotto il suo giusto punto di vista: cercava delle sottigliezze ovunque, aveva solo idee problematiche, e infine portava lo spirito dell'"infinitamente piccolo" perfino nell'amministrazione.
Che Laplace fosse presuntuoso ed egoista non viene negato dai suoi più appassionati ammiratori; la sua condotta nei confronti dei suoi benefattori di gioventù e delle sue amicizie politiche fu ingrata ed è palese la sua appropriazione dei risultati di coloro che erano relativamente sconosciuti."
Ecco quindi la vera storia di Pierre Laplace rispetto alla quale rimettiamo ogni giudizio alla intelligenza dei nostri lettori.
Anche noi a Cava de’ Tirreni abbiamo quindi scoperto di avere il nostro geometra nostrano a servizio del “Napoleone salernitano “ .
Per quanto riguarda poi i numeri messi in campo dal bravo e novello geometra è nostro dovere ricordare quanto segue.
Salerno si conferma avere posto in essere nel PD un tesseramento boom , circa 21000 tessere , oltre il doppio di quelle di Milano, 3500 tessere a Salerno Città, e grazie al preciso geometra apprendiamo 1400 tessere a Cava de’ Tirreni.
Voglio inoltre evidenziare al bravo geometra che la mia disquisizione partiva da un dato numerico generico per effettuare valutazione di tipo strettamente politico e bipartisan sul vero valore della politica e delle idee , sul fatto che è la politica che si deve porre umilmente a servizio dei cittadini e non i cittadini come servitori della politica.
Se è ciò a dare fastidio al Geometra cavese LaPlace io confermo in pieno le mie idee della politica con la P maiuscola.
Io sono per dare forza alle idee, ai valori, gli uomini in politica dovrebbero essere giudicati non per il pacchetto di tessere che possiedono ma per le loro idee, la loro voglia di costruire e portare avanti un’idea della politica che sia con la P maiuscola tutta tesa al servizio dei cittadini per rispondere ai loro bisogni , alle loro sofferenze , per comprendere le loro esigenze , per offrire agli stessi cittadini una città migliore con servizi più efficienti e a misura di cittadino.
La politica quindi al servizio dei cittadini e non i cittadini al servizio della politica
Infine un invito affettuoso al geometra cavese Laplace “ forse con la pubblicazione di questa sua nota ha svelato a tutti quello che è la sua naturale professione, quella che gli riesce meglio, quindi più che di un bravo geometra cavese al servizio del Napoleone salernitano , possiamo parlare di un ottimo comunicatore ma di un mediocre amministratore Wikipedia docet .
Auguri comunque a tutti, la Place compreso, di buone vacanze e un arrivederci a settembre
Camillo Benso Conte di Cavour
La carriera Politica di Pierre Simon Laplace tratto da Wikipedia
"La capacità e la rapidità con cui Laplace riusciva a cambiare opinione politica era sorprendente. Quando il potere di Napoleone aumentò, Laplace abbandonò i suoi principi repubblicani (che avevano fedelmente riflesso le opinioni del partito al potere) ed implorò il primo console di dargli il posto di ministro degli interni. Napoleone, che desiderava il supporto di uomini di scienza, accettò la proposta, ma in poco meno di sei settimane la carriera politica di Laplace vide la fine. La comunicazione di Napoleone alle sue dimissioni fu la seguente: Geometra di prima categoria, Laplace non ha tardato a dimostrarsi un amministratore più che mediocre; dal suo primo lavoro noi abbiamo subito compreso che ci eravamo sbagliati. Laplace non coglieva alcuna questione sotto il suo giusto punto di vista: cercava delle sottigliezze ovunque, aveva solo idee problematiche, e infine portava lo spirito dell'"infinitamente piccolo" perfino nell'amministrazione.
Che Laplace fosse presuntuoso ed egoista non viene negato dai suoi più appassionati ammiratori; la sua condotta nei confronti dei suoi benefattori di gioventù e delle sue amicizie politiche fu ingrata ed è palese la sua appropriazione dei risultati di coloro che erano relativamente sconosciuti."
Ecco quindi la vera storia di Pierre Laplace rispetto alla quale rimettiamo ogni giudizio alla intelligenza dei nostri lettori.
Anche noi a Cava de’ Tirreni abbiamo quindi scoperto di avere il nostro geometra nostrano a servizio del “Napoleone salernitano “ .
Per quanto riguarda poi i numeri messi in campo dal bravo e novello geometra è nostro dovere ricordare quanto segue.
Salerno si conferma avere posto in essere nel PD un tesseramento boom , circa 21000 tessere , oltre il doppio di quelle di Milano, 3500 tessere a Salerno Città, e grazie al preciso geometra apprendiamo 1400 tessere a Cava de’ Tirreni.
Voglio inoltre evidenziare al bravo geometra che la mia disquisizione partiva da un dato numerico generico per effettuare valutazione di tipo strettamente politico e bipartisan sul vero valore della politica e delle idee , sul fatto che è la politica che si deve porre umilmente a servizio dei cittadini e non i cittadini come servitori della politica.
Se è ciò a dare fastidio al Geometra cavese LaPlace io confermo in pieno le mie idee della politica con la P maiuscola.
Io sono per dare forza alle idee, ai valori, gli uomini in politica dovrebbero essere giudicati non per il pacchetto di tessere che possiedono ma per le loro idee, la loro voglia di costruire e portare avanti un’idea della politica che sia con la P maiuscola tutta tesa al servizio dei cittadini per rispondere ai loro bisogni , alle loro sofferenze , per comprendere le loro esigenze , per offrire agli stessi cittadini una città migliore con servizi più efficienti e a misura di cittadino.
La politica quindi al servizio dei cittadini e non i cittadini al servizio della politica
Infine un invito affettuoso al geometra cavese Laplace “ forse con la pubblicazione di questa sua nota ha svelato a tutti quello che è la sua naturale professione, quella che gli riesce meglio, quindi più che di un bravo geometra cavese al servizio del Napoleone salernitano , possiamo parlare di un ottimo comunicatore ma di un mediocre amministratore Wikipedia docet .
Auguri comunque a tutti, la Place compreso, di buone vacanze e un arrivederci a settembre
Camillo Benso Conte di Cavour
martedì 21 luglio 2009
IL PD A CAVA CHI SONO I SEGUACI INVISIBILI DI GRAVAGNUOLO ?

IL Pd a Cava siamo alle comiche gli iscritti al partito quasi superano i voti ricevuti alle ultime elezioni. Chi sono i seguaci invisibili di Gravagnuolo?
Mentre scriviamo queste righe si sta concludendo il trionfale tesseramento del Pd a Cava.
Radio portici favoleggia sulle migliaia di adesioni ricevute dal Pd cittadino e siamo al paradosso anzi alle comiche .
Chi sono i seguaci invisibili di Gravagnuolo?
Può un partito serio come il PD che dovrebbe rappresentare l’alternativa democratica al Popolo della Libertà attuare tale tipo di politica dei numeri sul territorio?
Possono gli iscritti al partito, oltretutto con un tesseramento fatto in pieno periodo estivo e quindi con molti fisicamente assenti dalla città di Cava per le giuste e meritate ferie, quasi superare i voti ricevuti dallo stesso partito a Cava alle ultime consultazioni elettorali del mese di Giugno 2009 ?
Un partito quindi composto da migliaia di cittadini votanti e attivisti allo stesso tempo.
Altro che l’esercito cammellato del Presidente Cirielli .
Le truppe di Gravagnuolo e company schierate nell’agone politico farebbero quindi impallidire i migliori eserciti di mussoliniana memoria.
La politica quindi come forza dei numeri, dei pacchetti di tessere, non la forza delle idee che camminano sulle gambe degli uomini.
Una politica questa che sinceramente non ho mai condiviso, né da una parte ( centrodestra) , né dall’altra ( PD e company ).
Io sono per dare forza alle idee, ai valori, gli uomini in politica dovrebbero essere giudicati non per il pacchetto di tessere che possiedono ma per le loro idee, la loro voglia di costruire e portare avanti un’idea della politica che sia con la P maiuscola tutta tesa al servizio dei cittadini per rispondere ai loro bisogni , alle loro sofferenze , per comprendere le loro esigenze , per offrire agli stessi cittadini una città migliore con servizi più efficienti e a misura di cittadino.
La politica quindi al servizio dei cittadini e non i cittadini al servizio della politica
Camillo Benso Conte di Cavour
Mentre scriviamo queste righe si sta concludendo il trionfale tesseramento del Pd a Cava.
Radio portici favoleggia sulle migliaia di adesioni ricevute dal Pd cittadino e siamo al paradosso anzi alle comiche .
Chi sono i seguaci invisibili di Gravagnuolo?
Può un partito serio come il PD che dovrebbe rappresentare l’alternativa democratica al Popolo della Libertà attuare tale tipo di politica dei numeri sul territorio?
Possono gli iscritti al partito, oltretutto con un tesseramento fatto in pieno periodo estivo e quindi con molti fisicamente assenti dalla città di Cava per le giuste e meritate ferie, quasi superare i voti ricevuti dallo stesso partito a Cava alle ultime consultazioni elettorali del mese di Giugno 2009 ?
Un partito quindi composto da migliaia di cittadini votanti e attivisti allo stesso tempo.
Altro che l’esercito cammellato del Presidente Cirielli .
Le truppe di Gravagnuolo e company schierate nell’agone politico farebbero quindi impallidire i migliori eserciti di mussoliniana memoria.
La politica quindi come forza dei numeri, dei pacchetti di tessere, non la forza delle idee che camminano sulle gambe degli uomini.
Una politica questa che sinceramente non ho mai condiviso, né da una parte ( centrodestra) , né dall’altra ( PD e company ).
Io sono per dare forza alle idee, ai valori, gli uomini in politica dovrebbero essere giudicati non per il pacchetto di tessere che possiedono ma per le loro idee, la loro voglia di costruire e portare avanti un’idea della politica che sia con la P maiuscola tutta tesa al servizio dei cittadini per rispondere ai loro bisogni , alle loro sofferenze , per comprendere le loro esigenze , per offrire agli stessi cittadini una città migliore con servizi più efficienti e a misura di cittadino.
La politica quindi al servizio dei cittadini e non i cittadini al servizio della politica
Camillo Benso Conte di Cavour
mercoledì 15 luglio 2009
IL POPOLO DELLA LIBERTA A CAVA UN PARTITO MAI PARTITO?
IL POPOLO DELLA LIBERTA’ A CAVA UN PARTITO MAI PARTITO ??
Questa volta la nostra attenzione non sarà rivolta alle vicende che riguardano la Giunta Gravagnuolo di Cava de’ Tirreni a cui auguriamo buone vacanze ma a chi in questa città dovrebbe rappresentare l’opposizione all’attuale amministrazione Gravagnuolo.
Fari puntati quindi sul centrodestra cittadino o meglio anche detto Popolo delle Libertà.
In un editoriale del 3 luglio scorso a firma dell’amico Pasquale Petrillo si leggeva infatti che “ l’opposizione non è mai stata così in palla, ha il vento in poppa e sente aria di rivincita l’ultima seduta consiliare né è stata la riprova”.
Il centrodestra infatti continua il fondo “ ha attaccato baldanzosa, a testa bassa, tenendo sotto pressione la maggioranza …in termini pratici non ha concluso alcunchè …….” L’editoriale continua poi dicendo che l’opposizione deve fare intravedere quanto prima…anche un progetto alternativo di città che al momento ancora non c’è “.
In altro fondo del 29 giugno 2009 il buon Pasquale Petrillo chiosava “ la democrazia e la buona amministrazione si reggono su due gambe: maggioranza e opposizione. Se difetta una delle due, il danno è per tutti. Dopo la vittoria alle Provinciali e a due anni dal rinnovo del Consiglio Comunale è tempo che il centrodestra esca dalle secche e proponga alla città ed in Consiglio Comunale un progetto politico-amministrativo alternativo e credibile. In questo non ci saranno più alibi per il centrodestra” .
Ma di quale centrodestra stiamo parlando ?
Il popolo della Libertà esiste a Cava solo sulla Carta.
Formalmente infatti non è stato mai costituito il Gruppo unico in Consiglio Comunale e anche nell’ultimo consiglio Comunale non mi risulta vi sia stata la costituzione del gruppo unico del Popolo della Libertà.
Siamo di fronte quindi al partito mai partito ?
La riprova dei nostri legittimi dubbi è data dal fatto che ad esempio non esiste una benché minima struttura territoriale, la sede sita al Corso Umberto I è stata infatti chiusa in questi giorni senza che i due consiglieri Provinciali e l’assessore provinciale, a cui pure vanno i nostri sentiti auguri, avvertissero la necessità di individuare un altro luogo in cui riunire Il Popolo della libertà cittadino.
Alcuni maligni infatti dicono che una volta conclusasi la fase elettorale per le Provinciali non è opportuno né necessario avere un punto di incontro dove riunirsi e ritrovarsi per fare partire poi la politica con la P maiuscola sul territorio.
E meglio infatti operare in silenzio, nel sottobosco, confidando nella calura estiva e nella voglia di vacanze di tutti o quasi.
Io non voglio credere a quanto racconta radio portici che tanto “ il professore sindaco è stato già da tempo individuato anzi o meglio insignito con tanto di scettro e corona “ quindi ….è inutile dimenarsi …..conviene aspettare i futuri eventi e poi semmai …..anche a malincuore, turandosi il naso, accodarsi al carro dei vincitori per non rimanere a terra.”
La qual cosa deve essere necessariamente fonte di critica serena e obiettiva.
Inoltre non è stato ancora individuato un nuovo coordinatore del Popolo della Libertà a Cava de’ Tirreni e nessuno avverte l’esigenza politica di arrivare a tale nomina per fare ripartire la politica sul territorio di Cava de’ Tirreni.
Insomma per dirla tutta se Sparta piange Atene non ride.
Camillo Benso Conte di Cavour
Questa volta la nostra attenzione non sarà rivolta alle vicende che riguardano la Giunta Gravagnuolo di Cava de’ Tirreni a cui auguriamo buone vacanze ma a chi in questa città dovrebbe rappresentare l’opposizione all’attuale amministrazione Gravagnuolo.
Fari puntati quindi sul centrodestra cittadino o meglio anche detto Popolo delle Libertà.
In un editoriale del 3 luglio scorso a firma dell’amico Pasquale Petrillo si leggeva infatti che “ l’opposizione non è mai stata così in palla, ha il vento in poppa e sente aria di rivincita l’ultima seduta consiliare né è stata la riprova”.
Il centrodestra infatti continua il fondo “ ha attaccato baldanzosa, a testa bassa, tenendo sotto pressione la maggioranza …in termini pratici non ha concluso alcunchè …….” L’editoriale continua poi dicendo che l’opposizione deve fare intravedere quanto prima…anche un progetto alternativo di città che al momento ancora non c’è “.
In altro fondo del 29 giugno 2009 il buon Pasquale Petrillo chiosava “ la democrazia e la buona amministrazione si reggono su due gambe: maggioranza e opposizione. Se difetta una delle due, il danno è per tutti. Dopo la vittoria alle Provinciali e a due anni dal rinnovo del Consiglio Comunale è tempo che il centrodestra esca dalle secche e proponga alla città ed in Consiglio Comunale un progetto politico-amministrativo alternativo e credibile. In questo non ci saranno più alibi per il centrodestra” .
Ma di quale centrodestra stiamo parlando ?
Il popolo della Libertà esiste a Cava solo sulla Carta.
Formalmente infatti non è stato mai costituito il Gruppo unico in Consiglio Comunale e anche nell’ultimo consiglio Comunale non mi risulta vi sia stata la costituzione del gruppo unico del Popolo della Libertà.
Siamo di fronte quindi al partito mai partito ?
La riprova dei nostri legittimi dubbi è data dal fatto che ad esempio non esiste una benché minima struttura territoriale, la sede sita al Corso Umberto I è stata infatti chiusa in questi giorni senza che i due consiglieri Provinciali e l’assessore provinciale, a cui pure vanno i nostri sentiti auguri, avvertissero la necessità di individuare un altro luogo in cui riunire Il Popolo della libertà cittadino.
Alcuni maligni infatti dicono che una volta conclusasi la fase elettorale per le Provinciali non è opportuno né necessario avere un punto di incontro dove riunirsi e ritrovarsi per fare partire poi la politica con la P maiuscola sul territorio.
E meglio infatti operare in silenzio, nel sottobosco, confidando nella calura estiva e nella voglia di vacanze di tutti o quasi.
Io non voglio credere a quanto racconta radio portici che tanto “ il professore sindaco è stato già da tempo individuato anzi o meglio insignito con tanto di scettro e corona “ quindi ….è inutile dimenarsi …..conviene aspettare i futuri eventi e poi semmai …..anche a malincuore, turandosi il naso, accodarsi al carro dei vincitori per non rimanere a terra.”
La qual cosa deve essere necessariamente fonte di critica serena e obiettiva.
Inoltre non è stato ancora individuato un nuovo coordinatore del Popolo della Libertà a Cava de’ Tirreni e nessuno avverte l’esigenza politica di arrivare a tale nomina per fare ripartire la politica sul territorio di Cava de’ Tirreni.
Insomma per dirla tutta se Sparta piange Atene non ride.
Camillo Benso Conte di Cavour
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